Domenica 21 settembre si è corsa la BMW Berlin Marathon, una delle maratone più importanti e partecipate al mondo, che si snoda lungo un percorso affascinante tra i luoghi simbolo della capitale tedesca.
Anche quest’anno l’Atletica Sangiovannese era presente con i suoi colori grazie a Federica Del Sere, Marco Sestini e Alessio Roncolini, che hanno voluto condividere con noi la loro esperienza.
Tre storie, tre approcci diversi alla stessa gara: allenamenti, emozioni, difficoltà e soddisfazioni vissute su 42 km che restano nel cuore.
Testimonianza di Federica Del Sere
30 km con le gambe, 10 km con la testa e gli ultimi 2 km con il cuore e la grinta di arrivare!
Maratona preparata come sempre da autodidatta prendendo un po’ di consigli da amici e appassionati, ancora peggio però delle 2 precedenti New York e Chicago xche’ Berlino viene troppo presto subito dopo l’estate quando a me piace viaggiare e andare al mare! Nonostante questo, le scarpette le ho portate sempre in tutti i viaggi, weekend e ho fatto qualche lungo ad Arezzo nella via della Bonifica e tra Cincelli, Castiglion Fibocchi e Castelluccio.
Dopo queste premesse direi che le mie 4 ore e 15 minuti sono state straordinarie, puntavo alle 4 ore xche’ a me le sfide piacciono sempre, ma il caldo di Berlino ha sicuramente giocato a sfavore di tutti e quindi anche a me! Sicuramente una gara ben organizzata, l’ingresso ai Wave facile, mi sono svegliata con calma, colazione e partenza dall’hotel alle 8,30 quindi nessuna alzataccia folle (come a New York).
L’adrenalina allo start con tutti che si preparano, musica a palla e’ sempre bella, poi il tifo devo dire che non mi ha soddisfatto molto… ogni tanto c’era qualche band, bambini a cui battere la mano, cartelli: “siete degli eroi”, “ricordati che hai pagato”, “dai un pugno x prendere energia”. Quello che più mi ricordo sono i ristori x prendere l’acqua con gli idranti che sparavano l’acqua in aria e la marea di bicchieri di plastica in terra ed io come tanti altri che si faceva il bagno dalla testa ai piedi con quell’acqua fresca!
Arrivata al Wave H metto le cose che mi ero portata dietro in terra, bevo l’acqua con l’integratore che ci dovevo sciogliere e poi mangio la banana insieme ad un po’ della mia marmellata di fichi. La banana me l’aveva gentilmente concessa una donna che a colazione ha visto che la cercavo ma era finita; lei l’aveva presa una la mattina precedente e quindi me l’ha donata. Questo è lo spirito della maratona, la condivisione ed il supporto l’uno con l’altro!
Dire che mi ricordo le strade che abbiamo attraversato sinceramente no, essendo tutta pianeggiante senza particolari attraversamenti ricordo di aver visto la torre della tv di Alexander Platz xche’ sapevo che li c’era il mio tifo ad aspettarmi e quando li ho visti ho iniziato ad urlargli a braccia aperte xche’ al decimo km avevo ancora energie da vendere, e mi sono venuti i brividi!!
Poi ho iniziato ad aumentare il ritmo xche’ volevo raggiungere il tipo con la bandiera delle 4 ore! Appena l’ho raggiunto ho cercato di starci dietro ma ad ogni ristoro che c’era ed io mi fermavo lo perdevo e al trentesimo km non sono più riuscita a riprenderlo. Intanto al ventesimo ho ritrovato il mio tifo (solo il mio compagno stavolta) e gli ho gridato “AMOREEE” e via altro brivido, infine al trentacinquesimo circa mi ha chiamato lui xche’ io ero stravolta e non vedevo più nulla! Volevo arrivare in fondo con un bel tempo ma non avevo più energie quindi dal trentesimo al quarantesimo e’ stata una lotta continua con le mie forze che le cercavo ovunque…
Il tempo che facevo non lo sapevo xche’ il garmin me lo aveva prestato il mio amico venuto nelle 2 precedenti maratone in quanto non avevo più fiducia nel mio Apple Watch che non avrebbe retto la batteria. Pertanto già alla partenza non ricordavo come azionarlo, e quindi secondo me e’ partito dopo 1 minuto, poi non capivo bene cosa mi segnava xche’ i primi 40 minuti vedevo un battito sui 150 ma il passo sopra i 6, prendo il primo integratore (avevo l’obiettivo di 6 integratori x raggiungere le 4 ore) e poi mi sparisce il tempo dall’inizio e quindi non vedo quando sono passati 80 minuti…
Allora decido di fare il calcolo dei km e quindi suddividere gli altri 5 integratori… da pazzi!! Verso il venticinquesimo avevo anche fame ed ho iniziato piano piano a prendere anche la barretta di frutta secca, sapevo che comunque avevo anche qualche scorta di riserva ma non ho voluto abbondare! Stavolta i ristori erano poveri, solo 1 o 2 integratori e un ristoro di frutta che però non ho preso. Anche il tifo non regalava niente, giusto gli spruzzini con l’acqua che mentre passavo qualcuno te lo spruzzava in faccia.
Qualcuno leggendo il mio nome nel pettorale sentivo mi urlava “go Federica!” ed e’ stato bello! Durante la corsa ho rivisto il mitico uomo con l’ananas che vidi a New York 3 anni fa, poi 2 signore che erano con ovunque running nel mio hotel, un ragazzo che correva senza arti inferiore (incredibile!), altri che avevano la guida accanto, alcuni con delle maglie in onore a qualcosa o qualcuno. Nelle maratone si vede un po’ di tutto! Una donna folle in bici con il bambino dietro ha pure attraversato la strada e le sono andata quasi addosso, accanto a me degli uomini le hanno gridato che era pazza e non doveva farlo!
Vista la poca musica e tifo ho deciso al ventesimo km di mettermi una cuffia e darmi un po’ di ritmo, ma anche la musica dal 30 al 40 esimo km non è servita, solo la testa ti fa andare avanti, punti dritto avanti a te e non guardi più nessuno, il tifo, le strade, i palazzi, guardi avanti e inizi a contare i km che mancano alla fine… Appena vedo il numero 40 prendo l’ultimo integratore e parto con le ultime energie che sento x poter arrivare al traguardo con orgoglio, con grinta e con il cuore x chi mi guarda dall’alto (mia mamma sicuramente che durante il tragitto l’ho pregata tanto!) e x chi era lì accanto a me!!
Il mio tifo al traguardo mi ha urlato ma stavolta non li ho sentiti e sono andata dritta al traguardo!!!
Ho chiuso il garmin ma appunto non capivo il mio tempo, allora ho preso il telefono ed ho visto tipo 8-9 chat e in una la mia amica Daniela mi aveva pubblicato il mio tempo con tutta la sequenza. Leggo incredula 4 ore e 15 e mi sento molto soddisfatta!!!
Da lì chiamo subito il mio compagno che aveva il cellulare staccato (aveva finito la batteria x inseguirmi dappertutto e farmi video). Allora mi dirigo piano piano verso il Reichstag dove sapevo che c’erano quelli di ovunquerunning ad aspettarmi. Mentre camminavo leggevo i tanti messaggi ed ho iniziato a mandarli anch’io appena presa la medaglia, la gloriosa medaglia che tutti quelli che corrono la maratona aspirano!
Tra un bicchiere d’acqua, uno di the, un sacchetto con delle cose da mangiare e il poncho arrivo al punto di ritrovo! Mi faccio un po’ di foto e poi continuo alla ricerca del mio tifo, dei miei compagni d’avventura! Sono sotto la porta di Brandeburgo in attesa dell’ultimo di noi 3 corridori che doveva arrivare. Appena visti baci e abbracci e subito una meritata birra mi viene servita!
Non potevo desiderare di meglio! Grazie Alessio!!! Ci siamo scambiati un sacco di opinioni e poi arriva Marco (e intanto anche il mio compagno dopo aver ricaricato il telefono!!). Finalmente ci siamo tutti ritrovati, noi 3 corridori e i nostri cari accanto, e allora foto, baci e abbracci e poi si rientra a casa per riposarci per poi andare a festeggiare insieme!!!
Questo è il mio ricordo della maratona di Berlino, ma già si pensa alla prossima nel 2026!!
Testimonianza di Marco Sestini
Mia prima maratona con allenamento specifico da novembre 2024.
Giorni precedenti tanta ansia e paura di non riuscire a finirla. Ho cercato di combattere questa paura con tanta meditazione.
Arrivato nella mia wave ho aspettato per 2h30′ mentre il sole ed il caldo hanno reso l’attesa ancora più estenuante.
Finalmente alle 10.40 si parte ci tanta consapevolezza che avevo fatto tutto il possibile per arrivare a questo appuntamento.
Varcata la start line tanta emozione mantenendo la mia media di 6.00-6.10.
Fin dall’inizio mi sono fermato ad ogni ristoro per bere e mangiare banane.
Tanta folla e bande musicali a bordo strada che ti spingono ad andare avanti.
Al km 28 è successo l’imprevisto, il primo crampo. Mai avuti in tutti i miei allenamenti.
Quindi inizio a camminare e smettere di pensare ad un tempo accettabile.
Appena passato riparto ma dopo poco ritorna e così fino alla fine. Crampi sempre più ravvicinati e a quel punto ho iniziato a gestire il dolore per arrivare alla finish line.
E ce l’ho fatta. Ho iniziato a piangere al 40km perché sentivo il profumo della medaglia.
Tanta gioia appena messa al collo per i tanti sacrifici fatti per arrivare a questo obbiettivo partendo da zero.
Ho chiuso con 5h09′. Un tempo da tenere a mente ma poco decoroso. Avrei potuto fare meglio se i crampi mi avessero dato un pò di respiro.Sono cresciuto mentalmente e fisicamente scoprendo di me qualità a me finora sconosciute.
È stata la mia prima maratona ma sicuramente non l’ultima.
Testimonianza di Alessio Roncolini
Era qualche anno che pensavo alla maratona di Berlino, ritenuta molto veloce, avevo accarezzato il muro delle 3 ore a Siviglia, avevo confidato a mia moglie: “La prossima sarà Valencia e poi Berlino”.
A Valencia sono riuscito in quello che volevo ma Berlino era sempre lì che mi intrigava ancora di più.
L’arrivo di Marco Sestini mi ha dato quella spinta che forse mi mancava. Quindi Berlino sia, con tutto quello che voleva dire una preparazione estiva: caldo, alzate prima dell’alba, visto che odio i lunghi con temperature impossibili, però tutto era andato come doveva.
Inizia il balletto delle previsioni meteo per capire cosa ci aspetta, ma nulla che dia sicurezza fino al giovedì: mail dalla maratona di Berlino che prevede un caldo anomalo, le previsioni danno 22 gradi che saranno mai ci siamo allenati a temperature più alte.
Venerdì si parte arriviamo a Berlino a più orari ci troviamo con la prossima atleta dei nostri colori, Federica, nell’attesa di Marco e famiglia iniziano i primi assaggi di birra. Con la arrivo di Marco partiamo per andare al ritiro del pettorale ci perdiamo per la campagna berlinese ma nulla di ché. Ritiro del pettorale e si rientra, cena qualche birra e a letto.
Il sabato alla vigilia della gara nel primo pomeriggio veniamo congedati dalle famiglie che ci impongono il riposo pre gara.
C’è qualcosa che non mi convince la sera lo confido ad Alessia le dico: “C’è qualcosa che non va non so cosa”, forse era la paura di non riuscire in ciò che volevo “ansia da prestazione”. Ci siamo è la mattina della gara inizia la solita routine colazione e aspetto la chiamata di Simona se sono qui molto è per lei, ma stavolta non ce la faccio tre parole e non trattengo le lacrime.
È ora di andare alla partenza un’organizzazione fantastica nulla al caso ultimo saluto tramite messaggi si lascia la borsa e il Cellulare inizio ad avvicinarmi alla griglia sett B, boia come son vicino alla partenza, presentazione dei big alle 9:15 partono i top runner e la griglia A, ci siamo qualche minuto e parto. L’euforia mi porta in un baleno al km 10 ci dovrebbe essere Alessia lo passo e non la vedo tra le migliaia di persone che ci sono dietro la curva un urlo più alto del frastuono è lei… l’ho vista sono felice. Si va avanti al km 15 mi rendo conto di essere un po’ troppo veloce ma tutto mi sembrava a posto, stessa cosa alla mezza, ma dopo qualche km mi torna in mente la mail dell’organizzazione, previsto caldo anomalo, inizio a rallentare un po’ ma ancora tutto nella norma. La fatica inizia ad aumentare, vedo i primi cedimenti negli altri qualche barella nel percorso, stavolta la testa vince e inizio a fare qualche metro camminando, penso anche di ritirarmi, ma c’è un pensiero che mi fa andare avanti Alessia mi aspetta sotto la porta di Brandeburgo.
La seconda metà di maratona sarà tutta così corsa camminata tantissima acqua ai ristori, il Garmin suona abbasso lo sguardo 41 km, oramai ci sono giro una curva la porta di Brandeburgo ora aspetto solo di vederla eccola urla di nuovo stavolta mi fermo la bacio, mi dice “Dai è finita” sa già che sono a pezzi dopo aver sopportato 3 mesi di preparazione ora si aspetta pure di consolarmi. Finisco passo la porta di Brandeburgo taglio il traguardo, finalmente la medaglia ma che sofferenza ora non mi resta che cambiarmi e cercare di aiutare con la voce Federica e Marco. Federica ci passa troppo lontano e non mi sente dopo poco eccola, pronta per sostenere Marco, lui ci passa davanti e ci facciamo sentire molto chiaramente accenna un saluto è finita anche per lui.
Negli occhi di chi ci è stato vicino ho visto l’emozione per quello che abbiamo fatto.
Berlino non è andata come volevo ma non mi arrendo la testa ora è sicuramente più pronta per le gambe so su chi contare.


Leggervi è stato emozionante e farebbe venir voglia a tutti di provarci, ma ognuno ha i propri limiti ed è importante di esserne consapevoli ma provate nella nostra vita emozioni è un rigenerarsi…bravi e complimenti a tutti gli atleti & c.